Le funivie della Raggi, due progetti appesi a un filo che fanno ridere tutta Roma

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ilyempo.it – urly.it/3f929

Fu la «chicca» della campagna elettorale di Virginia Raggi, la funivia Battistini-Casalotti. Se lo ricordano tutti come un annuncio choc, il progetto per un sistema a fune urbano in grado di collegare Battistini (attuale capolinea della linea A della metropolitana) e la parte fuori del Grande Raccordo Anulare del quartiere Boccea. Anche, se a dirla tutta, fu il sogno di altri sindaci prima di lei – da Walter Veltroni a Ignazio Marino – quello di una funivia capace di alleggerire il traffico di Roma, incubo senza fine. Lunga 3,85 chilometri, con una cabinovia molto simile a quelle già usate nelle località sciistiche nel resto d’Italia, con sette stazioni previste in quel dell’Urbe: Battistini, Acquafredda, Montespaccato, Torrevecchia, Campus, Collina delle Muse-Gra e Casalotti. Roma come Lisbona, Roma come Rio de Janeiro, si disse. Il cavallo di battaglia della sindaca Cinque Stelle della Città Eterna fece comunque tanto parlare di sé. Nata sull’onda delle polemiche tra comitati di quartiere e gli sfoghi di singoli cittadini via social, oltre che sul sarcasmo delle opposizioni, passò pure per la storica gaffe della Raggi, che a febbraio scorso, rispondendo ad uno dei tanti utenti che commentarono la notizia dell’approvazione in Giunta del progetto di fattibilità, dichiarò come fosse smontabile all’occorrenza. Sì, testuali parole («Qualora non dovesse più servire si smonta e si può rimontare da un’altra parte»), che non sfuggirono al blog «Odissea Quotidiana», in prima linea sulle vicende del trasporto pubblico cittadino, il quale non perse la chance di postare lo screenshot, ironizzando: «Quindi la fanno con i Lego?». Risate, prese di posizione, studi e fantasie ad occhi aperti per il futuro, in un unico calderone.

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