Curiosità sull’arte: la verità su Van Gogh e l’orecchio mozzato

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ARIELA BOZZAOTRA

Un recente studio di Martin Bailey, scrittore e giornalista britannico specializzato in storia dell’arte e autore del libro “Studio of the South – Van Gogh in Provence”, rivela che Vincent Van Gogh non si mozzò l’orecchio destro con un rasoio in seguito ad una lite con Paul Gauguin, come si è creduto sinora, bensì quando venne a sapere che suo fratello minore Theo stava per sposarsi.

A quel tempo Van Gogh risiedeva ad Arles e, non avendo mai venduto un quadro, dipendeva economicamente dal fratello 31enne che si stava affermando come mercante d’arte. Pertanto, l’arrivo il 23 dicembre del 1888 di una lettera di Theo, in cui, insieme a 100 franchi, il fratello gli riferiva della sua decisione di sposarsi con Jo Bonger, una giovane che lo aveva già rifiutato una volta, fu fonte per Vincent di una fortissima ansia.

Lo stesso giorno, più tardi, Van Gogh litigò con Gauguin, che andò via dalla casa studio ove avevano lavorato tutto il giorno, minacciando di tornare a Parigi. Sta di fatto che Vincent, dopo essersi mozzato il lobo destro, uscì per recarsi nella casa di tolleranza  da lui preferita per consegnare l’orecchio mozzato ad una donna, forse una prostituta. Quando il giorno successivo Gauguin tornò a casa, trovò la polizia e Vincent steso sul letto, pieno di sangue.

L’artista fu ricoverato in ospedale in isolamento per 2 settimane inizialmente e poi una seconda volta. Vincent rimase ad Arles fino ad aprile e produsse in quel periodo oscuro i suoi più grandi capolavori. Nel 1890 si trasferì ad Auvers, a nord di Parigi, ove morì suicida nel luglio dello stesso anno.

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