Scuola, da oggi la sospensione di tuo figlio non sarà più una vacanza e col 5 in condotta verrà bocciato: ecco le novità
Mancano meno di due settimane all’avvio del nuovo anno scolastico e, per milioni di studenti italiani, cambia in modo sostanziale il modo in cui la scuola gestisce i comportamenti scorretti. Entra infatti a regime la normativa sull’allontanamento dello studente per un periodo non superiore a quindici giorni, frutto di un impianto costruito tra il 2024 e il 2025 dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Alla base di tutto c’è la Legge 1° ottobre 2024, n. 150, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 ottobre 2024, a cui si sono aggiunti i due decreti attuativi che ne hanno definito i dettagli operativi: il DPR 134/2025, che modifica lo Statuto delle studentesse e degli studenti (il testo storico è il DPR 249/1998), e il DPR 135/2025, che interviene sul regolamento di valutazione. Entrambi i decreti sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025 e sono pienamente operativi.
Il senso complessivo della riforma non è punire per punire, ma responsabilizzare: la sanzione diventa un’occasione di riflessione e di restituzione alla comunità scolastica, non più un semplice “stare a casa”.
Il primo grande cambiamento riguarda le sospensioni brevi, quelle che non superano i due giorni. In questi casi lo studente non resta a casa, ma viene coinvolto in attività scolastiche di approfondimento, assegnate direttamente dal consiglio di classe, sulle conseguenze del comportamento che ha causato il provvedimento disciplinare. Il percorso si conclude con la stesura di un elaborato critico su quanto appreso durante l’attività.
Le ore si svolgono all’interno dell’istituto, che individua autonomamente i docenti incaricati di seguire il ragazzo. È un cambio di prospettiva netto rispetto al passato: la sospensione breve smette di essere un giorno di vacanza forzata e diventa un momento strutturato di rielaborazione, pensato per far comprendere allo studente il peso delle proprie azioni piuttosto che allontanarlo semplicemente dal contesto scolastico.
Da tre a quindici giorni: scatta la cittadinanza solidale

