Controlli, formazione, lavoro: cosa prevede il nuovo decreto italiano sull’intelligenza artificiale
Poteri delle autorità e sanzioni, formazione per studenti, cittadini, giudici e professionisti, regole per il mondo del lavoro. Sono queste alcune delle principali novità introdotte dal nuovo decreto italiano sull’intelligenza artificiale.
Il pacchetto di misure contenute nel decreto legislativo n. 179 del 7 ottobre 2026 entra in vigore il 23 ottobre, poco dopo il via libera al nuovo regime sull’uso degli algoritmi nelle attività di polizia approvato con il decreto dello scorso settembre. I due provvedimenti sono stati adottati per adeguare la normativa nazionale all’AI Act europeo, che dal 2 agosto ha iniziato a produrre effetti su larga scala, dopo la proroga arrivata in estate.
Le autorità nazionali per l’AI
Il provvedimento si concentra innanzitutto sui poteri delle autorità che in Italia applicheranno e faranno rispettare l’AI Act. Si tratta dell’Agenzia per l’Italia digitale (AgId) e dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn). A quest’ultima si affiancano anche Consob, Ivass e Garante privacy per gli aspetti di rispettiva competenza.
Il decreto identifica quindi i poteri delle autorità, compresa la possibilità di adottare linee guida, raccomandazioni e buone pratiche, e delinea una serie di meccanismi di coordinamento e collaborazione.
Le sanzioni per chi non si adegua
Le autorità nazionali potranno applicare le sanzioni previste dall’AI Act e dal testo nazionale per chi non rispetta le nuove regole. Per i casi più gravi, il regolamento europeo prevede ammende fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato.
Il decreto italiano aggiunge una sanzione fino a 1 milione di euro o allo 0,5% del fatturato per la violazione degli obblighi previsti dalla legge europea sulla valutazione d’impatto sui diritti fondamentali e sul diritto alla spiegazione dei processi decisionali.

